AL BAR CALCACELI
Un cameriere prepara il tavolino e quattro sedie.
Entra Paolo col giornale e saluta il cameriere= Ah, caru Vicenzu, ora ci prendiamo un bel caffe` da mille e si leggiamo il giornale
(Paolo si siede leggendo. Fa smorfie da meraviegliato, ma non troppo, poi come se se lo fosse aspettato, poi preoccupato e ancora rasserenato ecc.. e il cameriere lo guarda seguendo i suoi stati d'animo e facendosi condizionare come se leggesse anche lui le notizie.)
Entra Pippo= Buon giorno a tutti, Un caffe` da mille, Vincenzo. Che dice la Gazzetta?
Paolo= E che deve dire, arresti, omicidi, rapine, aumento di prezzi nuove tasse, scioperi, la cosa piu` allegra sono i necrologi.
Entra Pietro= Salute a tutti l'amici.
Paolo= Don petru pigghiatibi un cafe`.
Pietro= Un caffe` di milli?
Paolo= Un grande poeta, u principali, disse: " Se tu vuoi miscela illy nu cafe` mu paghi milli"
Pietro= Cu sti tempi chi currunu senti a mastru Petru: "lassa 'nnari u cafe` illy pigghia ssi soddi e sabbatilli".
Ni stannu cunsumaannu, pagu i tassi puru pi 'nnari o cabineeettu.
Fussi pi mmia a tutti 'ttacchiria.
Pippo-Sono troppe oggi le persone che parlano come se tanto di cio` che accade non dipendesse da loro e che se per caso dipendesse da loro avrebbero cambiato il mondo in cinque minuti.
Sono anche le piu` insospettabili, anche quelli con le scuole "aute" come direbbe don Pietro, sono quelli che ce l'hanno con tutto e con tutti, con niente e con nessuno.
Paolo=Le cose vanno male solo per la povera gente, il governo e` ladro, lo stato ci sta spolpando vivi,dovrebbero essere tutti fucilati.
Pietro=E tempi di Mussulini 'sti cosi non succidevono, si dummia con le potte apette e nessunu intrava pi rubari.
Paolo= E cosa c'era di rubari? i pidocchi?
Pietro=Poveri ma onesti e rispettosi, si sono pessi li valori, li genti devunu farisi l'esami di coscienza.
Paolo= Che ci dobbiamo fare noi, si stanno mangiando pure i piedi dei tavolini.
Pippo= Giustino Fortunato disse: "La giustizia e` quando si comincia".
Paolo= Ma chi deve cominciare? Ognunu pensa a babba so.
Pippo= Ininziamo a parlarne noi, coraggio, cosa si puo` fare? Io sono disponibile i giorni dispari dalle 5 alle sette, da subito diciamo una cosa che vogliamo fare, ci pensiamo e ci vediamo lunedi alle 5, entro la fine del mese dobbiamo riuscire a chiarire ed eventualmente risolvere un problema per la collettivita` invitando, stimolando o minacciando, legalmente si capisce , coloro che sono preposti dalla legge a provvedere.
Paolo= Tanto nessuno ci ascolta, nessuno fa niente e noi perdiamo il nostro tempo. Se cadono questi ce ne saranno altri peggiori, perche`e` il sistema e il sistema non si puo` Cambiare. Ci vorrebbe una rivoluzione.
Pippo= Allora aspettiamo a casa che gli angeli del paradiso scendano a sistemare le cose?
Io credo che anche un minimo, una parola, un opinione costruttiva espressa e` sempre l'inizio di una rivoluzione democratica. E diciamola 'sta parola.
Paolo= Utopia.
Pippo= Utopia? ... Democrazia! Coscienza del diritto! Civilta`! Umanita`!
Pietro= Cosi, si parla, queste devono essiri li palori in bocca alli pissoni civili e con la voglia di fari, chi vonnu giustizia e dignita` di uomini.
Paolo= Ma che diciti vui? Vi faciti mbriacari di belli paroli. Voglio vedere chi i aiuta se siete ammalato, chi vi scrive le medicine senza farvi pagare il ticket.
Pietro: Veramente io sogno amico intimo de mio dottori, con me e` stato sempri disponibili, l'autra vota avevo un dolori e con una pillola mi feci passari tutto. E` una pessona buonissima e poi mi chiama sempri co' mio nome e mi parra di tu, quantu e` braaaavu.
Mi fa:"Mastru Petru, che siete arzillo stamattina", quantu e` braavu! e` un veru amicu. Unu quannu si senti diri cetti cose da una pessona struita com'a iddu si senti nautru. Chi vuliti, sempri dutturi e`.
Paolo: E statibi mutu allura, contro a chi vuliti annari, non si sa mai, si puo` sempri aviri bisognu.
Pippo= Ci sono troppe persone, anche di una certa cultura e che dovrebbero
vedere meglio le cose, che invece insistono nella banalita` e vigliaccheria
di chi non vuole fare niente, neanche il minimo, per evitare di disturbare
, in qualsiasi modo, la tranquillita` di chi fa` i suoi porci comodi coi diritti
altrui e poi si lamenta. La frase classica di questi ipocriti e`
"Fai bene e scordati, fai male e pensaci".
Paolo= Non si sa mai.
Pietro=Non si sa mai (contemporaneamente a paolo).
Pippo= Forse solo perche` si fa male alla collettivita` e si fa il bene dei singoli disonesti. E sembra che la collettivita` non si possa vendicare. Chissa` se poi e` cosi` o se invece la collettivita` si vendica con i mali che noi pensiamo vengano da chissa` quale fonte. E i primi ad essere colpiti sono gli onesti e la povera gente.
Pietro= Distinu da vita. Sempri sta povera gente. Ma picchi non si riuniscono per fare bene alla povera gente, pi fari beni o paisi , e tutti stassimu felici e cuntenti senza mi si ammazzunu unu cu n'autru.
Paolo= Picchi? Picchi? U vuliti sapiri picchi? Picchi c'e` cu iavi un pianu abusivu da fare, c'e` cu voli occupari u solu pubblicu e non voli pagari, picchi c'e` cu voli n'autorizzazioni du comuni chi non puo` aviri. Eccu picchi. E pi tanti autri cusuzzi chi sempi ammattono.
Pippo= E se qualcuno e` colto da un minimo di entusiasmo comincia a pensare intimamente e scavare sempre piu` profondo per trovare i che cosa, chissa` quando, chissa` quale persona, potrebbe ricevere chissa` quale fastidio dal suo atteggiamento, la quale potrebbe poi, forse, in qualche modo compiere su lui stesso o su qualche suo parente una probabile ritorsione.
Comincia a pensare a tutte le cose per cui e` in difetto con la legge o per quale suo difetto deve essere grato a qualcuno, e generalmente ognuno trova un piccolo peccatuccio e se proprio non lo trava, pensa che potrebbe essere che ce l'ha e magari non riesce a vederlo. E poi si puo` avere bisogno di fare qualche peccatuccio in futuro, e allora potrebbe giovare qualche amicizia accondiscendente, disonesta. Perche` a quel punto una persona onesta non serve a niente.
Pietro= Ma chi devi fari una povera pessona onesta, in mano a tanti latroni.
Anutili, non c'e` cchiu` monno ? Non c'e` cchiu` dignita`?
Paolo= Ma in fin dei conti, all'anima di chi devo fare l'eroe.
Questo( e fa segno verso Pietro), per esempio, povera persona onesta, per non pagare il ticket si fa scrivere le medicine a nome di un altro. Contro chi devo combattere contro queste povere persone oneste.
Pietro= Che c'entra questo, quando uno ha una possibilita` che e` fesso che gli fa mangiare i soldi al Governo? Il dottore e cosi bravo. Se si presenta per sindaco gli daro` sempre il voto, io gli sono obbligato per tutta la vita.
La legge e` sbagliata.
Pippo= Cominciano le giustificazione patetiche da dare a se stessi e agli altri.
Pietro= Aviti ragioni,ragioni, ragioni, ma dovressero fari tutti il loro doviri, dovressimo essiri tutti, tutti,tutti.
Pippo= Si e se manca qualcuno gli telefoniamo. Prima di iniziare ognuno il proprio dovere deve fare l'appello, se c'e` qualcuno che manca all'appello rinvia il proprio dovere e ricomincia a richiamare l'appello. Ma non vi accorgete che in questo caso quando si dice tutti si rischia di dire nessuno? E che spesso quando si dice comincio io c'e`speranza che saremo in molti?
Paolo=Nessuno fa niente per niente. Non si puo` fare niente. Tutti pensano solo a come scroccare lo stato. Il posto piu` ambito e` il municipio e poi si vantano che si guadagna senza fare niente e si riesce anche ad ottenere meglio i favori e poi c'e` anche qualcuno che si gonfia nel petto vedendo qualche altro che gli striscia dietro per ricevere un'agevolazione.
Pietro= Vero, Vero e`. Ma ci ne sono autri chi sono buoni genti, chi ti fimmano i cettificati.
L'autra vota c'era un assissori, bonu figghiolu comu a so patri, mi dissi
"Don Petru per voi vi faccio una fimma speciali", quanto e` bonu figliolu,
sempri n'ama rispittatu, a me famighia e a so famighia. Semu puru parenti.
Me nunnavu era cucinu cu so nunnavu. Bona genti.
Paolo=E vostru parenti poi bi cecca u votu. E vui ciu` dati. E ci puttati puru u pisci a casa. E iddu quannu annati bi fimma i cettificati. Bonu u cristianu.
Pietro: Quattru semu a casa, Quattru erunu i listi e nui ci spattemmu i voti, unu o dutturi, unu a me cucinu, unu a me cumpari picchi avemu u San Giuvanni e poi avi n'amicu nto spidali e non si sa mai na cosa o nautra, mi dissi che e` sempri a disposizioni, e unu all'avvocatu che mi fici aviri a pinzioni a quarant'anni comu invalidu senza mi era veru. Nui facemu sempri u nostru doveri e ni disobbligamu. Cu ti dugna u pani chiamulu patri.
Pippo: Ma cosi facendo e come se in famiglia non avete espresso nessuna
opinione. Anzi avente votato i disonesti.
Paolo: Allora nenti capisci. Le persone in questo paese sono buone e sembrano disposte a tutto, ma se sono tentati da un affare scorretto sono sempre pronti a sporcarsi le mani e ci trovano mille ragioni per farlo, un'altra giustizia, principi un po` strani e poi vanno tutti in chiesa a ribattersi il petto.
Pippo= Ecco perche` dobbiamo parlarne, su queste cose dobbiamo lavorare e sacrificarci per dire alla gente che basterebbe per ora essere presenti, per educare ed essere educati alla giustizia e alla buona amministrazione dei beni della collettivita`. Dobbiamo dire alla gente che nelle istituzioni pubbliche ci sono gli strumenti idonei a migliorare la qualita` della vita e dei valori umani.
Essere presenti nelle istituzioni pubbliche significa anche voler soltanto sapere, far finta di essere anche solo opinione pubblica.
Paolo= Ma a chi le dici queste cose, se c'e` gente che si affanna a vendere la propria dignita` come se al mondo non ci fosse altro danno che restare dietro a quache altro che invece riesce a prendere cose, anche se sono cose degli altri, anche se sono piccole cose.
Pippo= Ma sembrano grandi a chi dipende dagli altri, sembrano tanti a chi non sa creare e sembrano tanto a chi non sa sognare.
Forse le persone dovrebbero imparare a non dipendere dagli altri, dovrebbero imparare a creare il proprio benessere senza credre che per forza si deve andare a cercare qualcuno che glielo dia e rimanergli sottomessi finche` non ottengono qualcosa, poi obbligati per aver ottenuto un minimo o delusi, sparlano contro tutto e tutti perche` convinti di dovere vivere eternamente nella speranza che qualcuno gli elargisca una cortesia. La gente ha bisogno di imparare a creare per imparare a sognare.
Paolo= E` inutile, le cose pubbliche sono sempre un affare per chi si trova l'occasione davanti e in questi casi non e`neanche rubare, tanto sono tutti a farlo e tanti sono considerati anche galantuomini. Tutti lo fanno e si ostinano a dichiararsi onesti anche scroccando senza lasciare niente , ora cercando di fragare questi e quelli e poi si lamentano quando si sentono parte della gente.
Pietro= Noi abbiamo pottato sempri rispetto e semo stati sempe rispettati, non abbiamo mai avuto di dire con nissuno. Abbiamo lovato sempri l'occasioni, quassiasi vota ci hanno fatto qualchi mali e ci siamo trovati sempri beni.
Paolo= Basta chi c'e` a saluti.( Poi rivolgendosi a Pippo) Hai visto sono tutti ladri, non c'e` niente da fare. Qualsiasi cosa fai e` tempo perso e tila cassariata.
Pietro= Iavi ragiuni me cumpari Paolu...
Paolo= E mancu u capisciunu.
Pietro=... non c'e` niente da risolvere, la gente non capisce niente, ci cuppa u guvernu ladru chi ni puttau a stu puntu, non si nni puo` cchiu`. Nui povera gente semu costretti a dumannari a limosina e chiddi chi sunnu dda supra si stannu manciannu i nostri casi cu tutti i pidamenti e funnamenti.
Paolo= (Rivolgendosi a Pippo)Non ti affannari, niente e cambiato e niente cambiera`. Na nuci 'nto 'n saccu non fa rumuru. Gli altri non vogliono cambiare, in realta` stanno tutti bene.
Pippo= Ma chi sono gli altri, perche` parli sempre alla terza persona plurale, perche tutti usano dire gli altri non fanno, non vogliono, non capiscono, sono tutti ladri. Perche` non ti prendi le tue responsabilita`.
Paolo= Si, va bene, sono responsabile anch'io e che ci posso fare, in fin dei conti io devo guardarmi il mio pane e non posso pensare agli altri, che tanto sotto sotto hanno anche le loro magagne. Perche` mi debbo fare dei nemici, perche` dare fastidio a qualcuno che anche se molto improbabilmente mi potrebbe danneggiare.
Pietro= Giustissimo, ciu dissi io a mio figghio l'autru giorno, le dissi "Figghio mio, vinni compari Peppino, u Sinnaco u chiamau, e dici chi tu con lui ce l'hai e che cammini con una pessona che parra mali di lui e contro l'Amministrazioni comunali. Figghiu miu, u sai che tua sorella si deve sposari e cumpari Peppinu e` tantu tempu che parra cu sinnico pi trovari un posto di lavoro a tuo cognato? Ti pari giusto quello chi fai? Ci voi il mali a tua sorella e a nui? Chi voi fari, proprio tu vuoi cambiari il monno? Lassulu stari quello la`, lui non havi niente da perdere e poi chissa` chi favori non gli hanno fatto pi parlari mali dill'Amministrazioni? Alla fine sempri fra di loro si scannano e si spattunu a totta."
Iddu a capiu subitu a passata e si stesi mutu. U fighiu educatu e`, cosi` u nzignai di picciriddu, e mi senti sempri.
Pippo= Questa e` mafia. Omerta`. Stupidita`. Aver paura del nulla probabile. Pero` poi partecipate alla fiaccolata per la morte di Falcone, Borsellino e gli altri. E vi mettete in pace la coscienza, orgogliosi per chissa` quale sgarro avete fatto alla mafia e magari in quel momento siete convinti che tutto quello e` il massimo che si ha il dovere di fare.
Ma voi la mafia ce l'avete dentro ed e` la mafia piu` impunita.
Pietro=Tutti,tutti dobbiamo cambiari. Tutti, tutti ci dobbiamo fari l'esami di coscienza.
Paolo= Certo non possiamo armarci e andare a scovare i mafosi.
Pippo= Non potrebbro armarsi per sparare ai mafiosi e nello stesso tempo prendere cosciensa, si sarebbro milioni di suicidi.
Capisco che non sono i cittadini a dovere indagare e arrestare, capisco anche che non e` neanche tanto facile avere il coraggio di farsi dei nemici dato che per fare quasi tutto oggi ci vuole la raccomandazione e un nemico puo` essere deleterio per chi ha bisogno continuamente di raccomandazioni, anche per comprarsi un gelato.
Non capisco pero` questa esagerata tolleranza e sottomissione verso tutto e tutti coloro che forse, chissa` potrebbero vendicarsi. Non capisco la cultura del disobbligarsi vendendo anche la propria opinione in nome di una parentela o un diritto trasformato in piacere.
Non capisco l'attenzione massima a non infastidire quelli che si pensa siano disonesti neanche se e` solo probabile che si infastidiscano.
Non capisco quanto deve costare mostrare una strana dignita` di uomo onesto e nello stesso tempo rimanere garante del mafioso, anzi fornirgli un alibi, una personalita` rispettabile.
Paolo= Non c'e` niente da fare, non si puo cambiare la mentalita` della gente.
Pietro=Ma!
Pippo= Non capisco perche` non ci si puo` incontrare per trovare un sistema che, anche a piccoli passi, ci permetta di migliorare la coscienza della gente perche` si possa conservare la nostra dignita` individuale senza correre il rischio di venire automaticamente perseguitati.
Paolo= La gente vuole stare in pace e non vuole fare la guerra con nessuno.
Pippo=Capisco che non e` tempo di eroi, ma appunto per questo e` tempo di incontrarsi e parlare, e` tempo di prendere impegni, e` tempo di trovare accordi su principi indiscutibili we cominciare a fare piccoli passi, prima per realizzare che i fantasmi nobn esistono e poi a poco a poco riesumare la coscienza e col dialogo entrare in possesso della dignita` individuale e principalmente collettiva.
Paolo= Quando la gente sente parlare che si deve muovere, che deve lottare, anche la piu` brutta delle condizioni diventa accetabile. Basta chi c'e` a paci.
Pippo= La gente deve fare politica.
Pietro= Alt! Femmi tutti. Ca politica non vogghiu aviri nenti a chi fari. A politica e` sporca.
Paolo=A genti e` stufa di politicanti, se si fa n'associazioni subitu si metti chi e` apolitica, voli diri chi di tuttu si puo` 'nteressari menu chi di politica.
Pietro= Tutti chiddi chi fannu politica vonnu manciari.Tutti, Tutti, Tutti.
Cu nchiana dda supra prima o poi robba.
Pippo= Ma si sa che la politica e` l'arte e la scienza della vita sociale organizzata? Si sa che la politica e` l'unico strumento che i problemi dell'umanita` li puo` risolvere o li puo` causare? Tutto questo si puo` risolvere con la parola "sporca"? O piuttosto far politica e` un dovere insostituibile oltre che l'arte piu` nobile dell'uomo?
Pietro=Bonu parrasti, ma avissimu essiri tutti, tutti, tutti.
Pippo= Si ricominciamo l'appello.
Se facciamo parte della comunita` umana della terra siamo costretti ad organizzarci e se per organizzarci dobbiamo comunicare fra noi gia` stiamo facendo politica. E tutto rientra in questo. Dalla fame del mondo che dipende dalla incapacita` o mala volonta dei governi ricchi a distribuire equamente le risorse alle guerre che spesso sono causate da interessi econimici sostenuti dai governi, dai disastri ecologici alla mafia,alla droga, dalla solitudiene, alla decadenza dei valori, dai problemi razziali alla religione.
Bisogna dire alla gente che va a messa che il municipio e` la casa del Signore tanto e non meno della chiesa. Bisogna dire che la carita` si fa soprattutto lottando affinche` i beni di tutti siano distribuiti a tutti equamente, lottando affinche` anche il piu` semplice dei diritti venga rispettato, affinche` la gente impari a credere che la giustizia esiste e deve esistere anche sulla terra. Anche per questo si prega in chiesa, ma il lavoro comincia quando si esce dalla messa.
Paolo: La gente che va in chiesa oggi non si fa nessun nemico, appena qualcuno invece va al municipio o in qualche ufficio pubblico e chiede di sapere a reclamare i diritti della gente viene subito guardato con sospetto e odiato da chi non vuole rotte le uova nel paniere. Coloro che vanno a messa invece sono considerati brava gente solo perche` ci vanno e se poi danno anche un offerta in denaro per i poveri o per gli ammalati si sentono in pace con la coscienza e qualcuno crede di aver fatto una grande opera di bene.
Pietro= Santi cristiani, bona genti, fannu tantu beni. Anzi chi ci sunnu sti animi boni.
Pippo= Certo che la preghiera e le offerte sono anche cosa buona e giusta, ma perche` non si lotta affiche` i poveri non ottengano il giusto per vivere in maniera libera e dignitosa, chi deve lottare affinche` non ci sia bisogno di raccogliere soldi per chi deve farsi un operazione importante.
Paolo= Chi ci nni fraga a iddi i chistu. I poviri campunu i stenti i malati morunu senza curi, i picciriddi morunu sparati 'nta guerra? "Nu casticu di Diu e`. Chi ci putemu fari nui. Pregamu sempri nui e cacchi cosa e soddi pru ci mannamu, annamu e ci puttamu u cunfottu du Signuri."
Pietro= Iddi povarazzi pero` u fannu un soddu i beni.
Paolo= Cettu, chi ci nni frega di unni veni a droga, tantu iddi iutunu i drogati, chi ci nni frega picchi non funziona a sanita` e a genti mori picchi non havi i soddi pi l'operazioni, tantu iddi pi caccunu ricogghiunu i soddi. Chi ci nni fraga se i politici si manciunu i soddi, e pi manteniri i servizi pubblici aumentunu i tassi e pi chistu i fabbrichi licenziunu l'operai che si trovunu ammenzu na strada e vannu unni i politici mi ci cecunu u favuri ppi un postu er poi ci hannu dari i voti e i politici nchianunu e continuunu a manciari. Tantu iddi pregunu. Puru chistu e` nu casticu di Diu.
Piero= Chi significa u Signuri e tutta nautra cosa.
Paolo=L'una si ficiunu, mastru petru amuninni a manciari, chi ca u discussu si fici difficili.
Pietro= Chi b'e` diri io`, io` nenti havia e nenti hiaiu, comu vinni minnu vaiu.
Paolo= Ni videmu dumani.
Pietro= Si, nni vedemu dumani e ni pigghiamu u cafe`.
Paolo=Illy ?
Pietro= Illy? Illy! 'll'hai i soddi? Spennatilli!
Pippo=Si sapeva, i discorsi da bar iniziano con un caffe` e finiscono nel fumo di una sigaretta. Intanto e` vero anche che c'e` tanta gente che va in chiesa e fa politica allo stesso tempo, comunque dobbiamo sempre essere grati a coloro che comunque fanno qualche cosa per la collettivita`. Certo che per tutti coloro che si spacciano per cristiani e poi si nascondono quando si parla di politica credo si debba suggerire alla chiesa di inserire nel catechismo un ulteriore peccato mortale.
Ho paura che a molti sembra che andare in chiesa fornisce loro un alibi per evitare di avere altri impegni sociali. Ho paura che molti incosciamente, anche se persone per bene, credono che la carita` cristiana sia una cosa che comunque non crea nemici, mentre se ci si interessa di amministrazione dei beni della collettivita` subito infastidisce qualcuno, chissa` chi, chissa` perche`? Troppo comodo.
Ho paura che, in generale la maschera che ognuno si mette per crearsi una sua costruita rispettabilita` ci si vuole creare un alibi per coprire la grande indifferenza che permane nei cuori di tantissima gente, anche per non sapere cosa fare. Anche se ci pensa poi si confonde, si stanca subito, crede che siano cose molto lontane da risolvere e non inizia neanche e non puo` far altro che cercare di dimenticare, darsi una qualsiasi giustificazione e dimenticare fino a rimanere indifferente a tutte le notizie che ormai i mass media ci propinano e a cui la stessa gente non fa piu` attenzione. Per molti ormai i mali dell'umanita` non sono un trauma finche` non li colpiscono da vicino e cosi le parole stragi, rapine, corruzioni, guerre, omicidi,rapimenti, truffe, scippi, stupri, concussioni, racket, estorsioni, razzismo, tangenti ecc.fanno da colonna sonora dei telegiornali che sentiamo in sottofondo fra una pietanza e l'altra all'ora di pranzo o cena.
Ho paura che l'indifferenza sia il nostro epitaffio.
Qualcuno disse:
"Il contrario della pace non e` la guerra, e` l'indifferenza.
Il contrario dell'amore non e` l'odio, e` l'indifferenza."