LA "NONMIVOGLIOESPORRE"
Molti non scrivono perché hanno paura di non saperlo fare (Per comunicare è necessario prima avere una buona dose di umiltà e poi il saperlo fare, ma l'umiltà non sta nel non farlo, ma nel provare).
Altri invece, e la cosa comincia ad essere più subdola, "non si vogliono esporre", neanche per scrivere "Oggi è una bella giornata". Qualcuno potrebbe infastidirsi, non se ne ricaverebbe niente di buono, meglio stare al proprio posto.
Questo secondo aspetto del fenomeno merita di essere approfondito. Forse per alcuni è scontato. Forse anche per questo oltre a suscitare un sorriso mostra una inquietante aspetto.
Parlo di gente che la comunità in genere ritiene per bene, onesti, autonomi economicamente, perfino altruisti. Ma, di fatto, molti lo sono davvero.
Allora la "nonmivoglioesporre" è una malattia, e' virale e contagiosa.
Come si manifesta? Quali sono i sintomi ?
Come molte altre malattie vi sono sintomi che percepisce il paziente solo e altri che si vedono all'esterno, a volte con l'ausilio di specifici "esami clinici".
Ci vorrebbe a questo punto un campione significativo di soggetti che esponessero ciò che sentono, ma questo è il primo handicap alla ricerca. Come possono "esporre" i propri sintomi se non si possono "esporre"?
Quindi la fonte non è disponibile. E' come sperare che una persona in coma potesse dire "dove le fa male".
Proveremo a immaginare ciò che scientificamente si pensa possa accadere nell'animo di una persona affetta dal morbo della "nonmivoglioesporre".
Pare che inizialmente il paziente non sia ancora inibito nel sentire l'entusiasmo di condividere con gli altri le proprie idee. A volte ci riesce anche se in presenza di pochi intimi di cui il malato è certo che con luoghi comuni concordano o dissentono, ma tutto finisce lì. La malattia allo stadio terminale pare non consenta neppure questo.
Il virus colpisce il cervello e il cuore. Blocca "l'Entusiasmo", che è il moto dell'animo che per primo viene gravemente compromesso e che nello stesso tempo è uno dei sintomi esterni che tutti possono notare applicandosi nell'osservazione scientifica del fenomeno. Una persona afflitta dal morbo della "nonmivoglioesporre" pare non sia cosciente mai della sua situazione patologica e l'assuefazione allo stato non gli permette di notare gli handicap che sopporta.
Allo stadio terminale la malattia porta ad una forma di coma vegetativo cerebrale di rara reversibilità, senza perdere comunque le capacità motorie soprattutto quelle di deambulazione. Infatti le passeggiate pare siano adottate come cura palliativa e a Spadafora i marciapiedi sono considerati luoghi di ricovero idoneo.
Effetto strepitoso di apparente guarigione temporanea lo causa una famosa droga che si riesce a reperire però ora in genere ogni quattro anni e si chiama "candidatura-alle-elezioni-comunali". Per quel periodo molti "ammorbati" dal virus della "nonmivoglioesporre" trovano, spesso fornito dai medici del luogo, il "valelapena$$$" che è una supposta di vecchia concezione scientifica, che funziona anche per altre patologie e che li fa uscire dal coma per un periodo di circa tre, quattro mesi per poi ricondurre la maggior parte di loro al successivo e quasi quasi meritato "letargo" del "guerriero".
Sarebbe necessario continuare e approfondire il trattato. Per ragioni di spazio ci scuserete se siamo stati in questa sede costretti ad affrontare sinteticamente il grave problema in questione. Avremo occasione comunque in seguito di notare che questa malattia incide anche su altre funzioni vitali dell'uomo e della comunità e pertanto certamente ci sarà modo di considerare i suoi effetti e le sue caratteristiche patologiche anche in altri argomenti trattati da questo giornale.
Carmelo Ialacqua