Le parole e le cose
di Carmelo Ialacqua
Ci siamo chiesti come parlare di Spadafora senza offendere nessuno. Se si devono tenere presente, fra gli altri, il valore dell'umiltà, verità, solidarietà, rispetto dell'ambiente, consumo critico, commercio equo e solidale, finanza etica, uguaglianza, libertà, servizio agli "ultimi".
Si cadrebbe in ogni caso in contraddizione? Si farebbe bene a stare zitti? Forse bisognerebbe cercare un nuovo linguaggio.
Se si dovesse parlare delle discariche costruite a Casazza. Come si dovrebbe affrontare il discorso rispettando i valori sopra enunciati? Sarebbe bene affrontare un'inchiesta giornalistica e dare la massima divulgazione presso gli altri media e presentare i risultati alla Procura della Repubblica? O si dovrebbe preferire un articolo d'opinione fine a se stesso come i discorsi consumati nei bar e lungo i marciapiedi di Spadafora?
Se si dovesse fare un articolo sul Cinema Comunale "in restauro" e invece raso al suolo e divenuto un "Parcheggio Comunale"? A chi esprimere in questo caso la solidarietà? Per chi e chi ha il dovere di trovare la verità?
Se si dovesse scrivere delle ordinanze "annuali" di divieto di balneazione sempre mal pubblicizzate "volutamente"?
Perché esprimere il rispetto dell'ambiente o contro di chi?
Se si dovesse parlare d'assistenza agli handicappati, di abbattimento delle barriere architettoniche? Di compensi ad assessori e Sindaco e straordinari ad impiegati? Chi sarebbero gli "ultimi", a chi rendere la giusta qualità della vita?
Se dovessimo scrivere su lavoro, occupazione, economia e spreco? A chi attribuire il merito di praticare il consumo critico o la finanza etica?
Se invece ci passasse per la testa di scrivere sui servizi comunali ai cittadini, sulla trasparenza, sulla disponibilità e la dedizione degli amministratori e di alcuni impiegati comunali verso il paese e i cittadini? A chi esprimere solidarietà, quando affermare dell'esistenza dell'uguaglianza e della libertà?
E quando dovremo parlare di comportamento etico dei cittadini, di educazione alla civiltà e alla non prevaricazione, quando avremo bisogno di gridare no all'indifferenza, al qualunquismo, ai giudizi facili, all'indolenza?
Quanto sarà la distanza fra la sete di giustizia, l'umiltà e la mansuetudine?
E se dovessimo parlare del campo sportivo di Piano D'oro, del Mercato Coperto, del Piano Regolatore, delle fogne che scaricano nei torrenti, della raccolta differenziata dei rifiuti, dei finanziamenti persi, dell'asilo nido che ospita la mensa di tutte le scuole del comune, del Castello chiuso, dello spreco dell'acqua, dell'insopportabile e pericolosissimo inquinamento da gas d'auto della nazionale, dell'antenna della Telecom e di sospette radiazioni dannose alla salute, della nomina del Difensore Civico e della divulgazione e rispetto dello Statuto Comunale, delle costruzioni abusive, delle tolleranze e iniquità, degli orari di ricevimento degli uffici comunali e di quelli che entrano lo stesso perché sicuri di non essere cacciati fuori e di altri che educati aspettano di azzeccare il tassello di un orario a scacchiera di difficile bersaglio?
Ci saranno di certo cose buone da raccontare, ne siamo certi. C'è da parlare di persone che conosciamo e che abbiamo conosciuto e che hanno inciso sulla vita di tanti, quanto meno per la loro mitezza, simpatia, dolcezza o particolare diversità.
Ci sarà da parlare della vita semplice di ogni giorno che riesce sempre, a un acuto osservatore, a dare spunti lieti ed emozioni uniche.
Ci sarà da mostrare immagini e ricordare fatti, persone di un tempo, storie e leggende. Usi e peculiarità. Ricchezza nella povertà, sentimenti.
Ci sarà da cercare certamente, certamente ci sarà da usare parole nuove per ritrovarsi più vicini.
Proviamo ancora e se non basterà contiamo sin da ora di riprovarci "70 volte 7".